Silvio Berlusconi, per favore, non ci chiami più moderati!!!

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1994: molti italiani, ritenevano, che tutto sommato, nei decenni precedenti non erano poi stati così male. Dopo il miracolo economico, giunto ai massimi livelli nei primi anni sessanta, le imprese avevano continuato a prosperare, il Made in Italy aveva riscosso sempre più successo, la crescita industriale era a doppia cifra. Poi i primi problemi: tassazione in aumento, stato invadente. Ma, considerando aspetti positivi e negativi, dobbiamo avere la sincerità di affermare che fino ai primi anni novanta stavamo infinitamente meglio rispetto ad oggi. In quel contesto si definivano moderati quei cittadini ai quali non era dispiaciuta la permanenza quarantennale della Democrazia Cristiana al governo, e, venuta a mancare, attendevano con animo sereno qualcuno e qualcosa che ne raccogliessero l’eredità, senza pericolose fughe in avanti, stravolgimenti, possibilmente attraverso un miglioramento nella direzione di una maggiore libertà, frenando quello statalismo strisciante che iniziava subdolamente a diffondersi. Venne Silvio Berlusconi, affermò che lo stato non avrebbe più avuto un ruolo oppressivo, ma sarebbe divenuto agile, leggero, al servizio dei cittadini, ai quali sarebbero state offerte infinite possibilità di realizzazione e di sviluppo, naturalmente nella direzione di una tanto invocata e mai realizzata libertà. I moderati lo ascoltarono, anche perché non avevano alternative. Dopo 20 anni vissuti pericolosamente c’ è da chiedersi come siano cambiati. Soprattutto, sono ancora moderati? L’ex premier crede di trovarli intatti, come allora, magicamente ibernati, pronti a ripartire con lui in una nuova esaltante avventura. Ma le cose sono ben diverse, forse per capirle bisogna vivere tra le persone e percepire i segni dei tempi. Gli attori della politica falliscono quotidianamente perché dimorano arroccati in un feudo isolato, senza curarsi delle istanze, degli umori, delle necessità dei cittadini. In questi 20 anni gli Italiani hanno sperimentato disavventure epocali, sono stati trascinati nel disgraziato viaggio senza ritorno dell’euro. E’ stato un ingresso forzato, ad ogni costo, senza ascoltare chi ogni giorno doveva confrontarsi con la nuova moneta, la gente! In Inghilterra, Svezia e Danimarca, dove i cittadini contano qualcosa, le cose sono andate in modo diverso! Abbiamo visto dimezzare i nostri risparmi, il nostro potere di acquisto. Dalla sera alla mattina ciò che prima era in vendita a 1000 lire ne costava quasi 4000, 2 euro!!! Poi i vincoli europei, la perdita di sovranità, l’intromissione di paesi stranieri nella gestione del nostro. Lo stato si è trasformato, è diventato dominatore del cittadino, un grande fratello fiscale che spia ogni movimento di ogni Italiano, lo scheda, lo tratta da servo della gleba, ne ignora desideri, esigenze, necessità.
L’ingresso di clandestini(basta ipocrisia, chiamiamoli con il loro vero nome), ha subito nell’arco di 20 anni un aumento esponenziale. La criminalità assedia le nostre città, il territorio sprofonda, la sanità è allo sbando!
ll denominatore comune di tutto ciò è stato, è, sarà, SUBIRE!!! Abbiamo subìto ogni imposizione, li abbiamo ascoltati acriticamente. Abbiamo creduto che l’euro ci avrebbe salvati dal fallimento, gli immigrati dall’estinzione, lo stato di polizia tributaria dagli evasori fiscali. Non abbiamo ragionato, analizzato, capito, solo subìto! Cosa rimane oggi dei moderati? Forse L’ex premier non conosce che per essere moderati è necessario avere uno stato d’animo mediamente sereno, vivere sufficientemente tranquilli. Oggi invece ci sentiamo sovrastati da uno stato, munito di bracci armati della riscossione forzosa, che fanno utili di miliardi sulle disgrazie dei cittadini. Insidiati da un’immigrazione continua e crescente che assume sempre di più i contorni di una vera e propria invasione. Preoccupati per servizi sanitari, offerti dallo stato, inefficienti e inadeguati. Delusi da una classe politica, impreparata, mediocre, corrotta, ignorante, inamovibile.
E’ semplice comprendere che in uno stato d’animo angosciato, arrabbiato, deluso, in cui preoccupazione e paura del futuro prevalgono, non ci possa essere moderazione.
Silvio Berlusconi, cerchi di cogliere i segni dei cambiamenti negativi avvenuti in questi anni, di comprendere quanto hanno inciso negli Italiani i danni di ogni tipo che avete arrecato al paese. Non le domandiamo di condurci in una nuova inebriante avventura in grado di elargirci benessere e libertà, le chiediamo solo, unicamente: Non ci chiami più moderati!!!

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